la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Selargius’falafel

Non mangiando carne, la mia principale fonte di proteine sono i legumi e li mangio con molto piacere e molta voracità, ma c’è una ragione per cui quelli secchi mi stanno proprio antipatici: è il fatto che mi costringano a decidere con un giorno d’anticipo che quello dopo vorrò, per esempio, una zuppa.

Per questo non mi vergognerò mai della mia scorta di lattine nella credenza.

Ma per la ricetta di oggi serve proprio programmar le proprie voglie.

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Selargius’falafel

(No, Selargius non è in Giordania, è in Sardegna, è casa mia)

1 pacco di ceci secchi
acqua q.b.


sale
cumino
coriandolo
taaanta cipolla

Mettete i ceci a bagno per una notte.

Scolateli e versateli nel robot da cucina con gli altri ingredienti (la cipolla è facoltativa e potete metterne quindi una dose a piacere, io esagero; non metto, invece, il coriandolo perché lo detesto, ma dovrebbe essere parecchio e fresco).

Riducete in poltiglia (non in crema) e realizzate le polpettine.

Friggetele in olio profondo e caldissimo.

Serviteli un po’ come vi pare, nei miei piani era previsto del pane pita che ho bruciato e una salsina di latte e tahina che mi son ricordata di fare mentre mangiavo l’ultimo falafel… questa la ragione della mesta foto coi soli pomodori!

Tricks

– Quando scolate i ceci, fatelo con le mani: dato che le dita non sono esattamente come un colino cinese, rimarrà nei ceci un po’ d’acqua che favorirà l’amalgama del tutto.

– In molte ricette si dice di aggiungere un po’ di farina in modo che poi non si sfaldino durante la realizzazione delle polpette e poi in cottura. Non è necessario: basterà avere molta pazienza nella prima fase e assicurarsi che l’olio, tassativamente profondo, sia ben caldo.

– Far le polpette è comunque noiosissimo. Io stendo l’impasto tenendolo alto un dito e ritaglio i falafel con un mini coppapasta rotondo.

– Non fate dosi più piccole di un chilo di ceci: tutto ciò che non friggete, conservatelo, già porzionato in polpette, in freezer su un vassoio foderato di carta forno.

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