la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Seitan a casa. Si può fare!

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Credevo fosse un’impresa titanica

E questo pregiudizio mi è costato caro, negli ultimi anni, al market biologico.

Ma ora sono libera e fiera di dire che il seitan si può fare facilmente!

E non ditemi che lo sapevate!

Lo so che lo sapevate, le ricette le ho trovate in rete!

Vorrei chiarire, però, un punto.
Come ribadisco continuamente, io non sono vegetariana e se non mangio la carne e il pesce è perché non mi piacciono, quindi non ho alcun bisogno di cercare forme, consistenze o sapori simili nei surrogati di origine vegetale.
Quello che mi piace del seitan è la consistenza spugnosa che assorbe qualsiasi tipo di condimento, caricandosi quindi di tutto il gusto che io decido di dargli.
Il fatto, poi, che le forme più comuni, e che anche io pratico, in cui si presenta siano quelle dell’arrosto, della fettina e dell’involtino, deriva da decenni di riviste, libri e programmi di cucina… sì, insomma, la carne non mi piace, ma le forme in cui si usa cucinarla son decisamente pratiche e invitanti e se si posson replicare spesso con le verdure, tanto è più facile farlo col seitan (o i fiocchi di soia).

Torniamo alla ricetta: ho confrontato mille blog e poi, come sempre, ho fatto a modo mio, o almeno con ciò che avevo in casa.

E la preparazione è presto detta:

Home made Seitan

1kg farina
280ml acqua
qualche giga di musica nell’iPod

Si lanciano nel robot o si impastano a mano acqua e farina come per fare il pane.

Si lascia riposate il tutto per un’ora per favorire l’attivazione del glutine e poi si inizia coi lavaggi.

Mettiamo la nostra bella ciotolona nel lavello e la riempiamo d’acqua.

Strizziamo l’impasto aprendo e chiudendo le mani, in modo da lavare via l’amido, finché l’acqua non diventa bianca.

Cambiamo l’acqua e di nuovo stesso lavoro.

Ancora e ancora… finché tutto l’amido non verrà lavato via, quindi finché l’acqua non risulterà quasi trasparente.

Ciò che vi sarà rimasto tra le mani è il glutine: una palletta spugnosa, bruttissima e piccolissima rispetto al quantitativo iniziale.

Considerate che la ciotola è la stessa della prima foto per capire quanto s’è ridotto l’impasto.

Preparate un brodo molto ricco di aromi: io ho messo salsa di soia, salvia, timo, mirto, rosmarino e aglio.

Fateci bollire dentro il Glutine per 35, 40 minuti e poi lasciatelo raffreddare nello stesso brodo.

Potete, come ho fatto io, stendere la spugna, aromatizzarla con le spezie secche e un po’ di sale, arrotolarla come un arrosto, legarla e farla bollire come detto sopra.

Io non avevo lo spago da arrosti quindi ho usato rametti di mirto e rosmarino…

sembra anche una cosa d’effetto, ma alla fine il Mostro aveva questo aspetto!

Tant’è.
Fate finta di niente e tagliate l’orrendo prodotto a fette e saltatele in padella come preferite, sfruttando il brodo per fare un fondo con cui poi napparle.

Io ho scelto due maniere di condirlo. In un caso ho infarinato appena le fettine che ho poi saltato in olio extra vergine che ho pian piano allungato con un po’ del brodo.

Nell’altro caso (e lo so che le foto non chiariscono affatto la differenza tra i due piatti, ma fidatevi) ho saltato le fettine, sempre infarinate appena, in aglio, olio e origano; poi, a parte, ho sciolto un cucchiaio di concentrato di pomodoro in un bicchiere di brodo con due cucchiaini di zucchero (anche tre), ho versato in padella, lasciato addensare e poi servito (a me stessa: qui a casa, se propongo il seitan, me lo tirano in testa).

E il prossimo passo sarà l’affumicatura casalinga!
(preparate l’estintore)

Tricks

– Sia dalla lettura dei vari blog (in specie questo) che ne propongono la ricetta, sia dall’esperienza fatta sul campo, posso dire che probabilmente non conviene eliminare completamente l’amido e neppure lavorare in maniera troppo energica l’impasto quando lo si lava, perché ho idea che venga, altrimenti, davvero troppo spugnoso, quasi alveolato, come il pane!
(è poi quello che è successo a me e quindi al prossimo giro seguirò questi stessi accorgimenti un po’ più attentamente).

– So che vi state chiedendo quanto tempo serva e quanti cambi d’acqua siano necessari per lavare via l’amido dal glutine e io non vorrei dirvelo, perché sono malvagia e voglio che lo scopriate sul campo!

Ma sarò magnanima e non vi nasconderò che saranno necessari parecchi cambi d’acqua e non meno di venticinque o trenta minuti… vi ho già detto di procurarvi un iPod?

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