la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Sconfitte annunciate

Due settimane fa, con un’amica, sono stata coinvolta in una sfida culinaria ispirata alla cucina orientale.
Siamo state miseramente umiliate, meritandolo.
Non ho assaggiato i piatti della concorrenza vietnamita ma presumo fossero validi.
I nostri, invece, erano esperimenti improvvisati di cucina cinese, peggiorati da questioni logistiche, tipo il moltiplicarsi delle persone da servire, che ci ha costrette a trasformare le nostre due già improbabili ricette in pastoni per cani.
Soprattutto quella curata da me.
Ecco io voglio rifarmi!
Con una ricetta diversa, ancorché d’ispirazione orientale, ma soprattutto con DOSI DA DUE!

Le moltiplicazioni per l’eventuale pastone ve le fate da soli.

una cipolla
2 carote
14 cavolini di Bruxelles
acqua
olio di semi
zenzero
peperoncino
salsa di soia
tofu a piacere, meglio se affumicato
100gr di spaghetti integrali

Tagliate la cipolla a fette, separando, poi, i vari anelli.
Pulite le carote e con una mandolina tagliatele a nastri per il lungo.

Levate le foglie più esterne dei cavolini e tagliateli in 4 spicchi per il lungo. Fateli bollire in acqua salata per dieci minuti. Scolateli ma tenete l’acqua in ebollizione.

Tagliate il tofu a dadini e rosolatelo nella wok con un goccio d’olio di semi.
Lo so che l’olio di semi fa schifo, ma è il più adatto alle preparazioni orientali.

A pensarci bene, la considerazione vale sia per l’olio che per il tofu che è, di fatto, cartone bagnato; ma affumicato è buono tutto quindi preferite quello.

Quando il tofu avrà fatto una leggera crosticina, mettetelo da parte e nella wok fate rosolare, sempre in pochissimo olio di semi, la cipolla e le carote affettate.

Aspettate che si inteneriscano e intanto spezzate gli spaghetti a metà e calateli nell’acqua bollente. Scolateli al dente, molto al dente.
Tenete da parte l’acqua di cottura.

Quando le verdure saranno tenere, unite i cavolini, saltateli un attimo e aggiungete la pasta.
Condite il tutto con un cucchiaio di salsa di soia, peperoncino e zenzero abbondanti.

Aggiungete poco meno di tre mestoli d’acqua di cottura e lasciate che la pasta concluda la propria cottura mantenendola appena brodosa.

Completate col tofu a dadini.

Se vi state chiedendo perché il tofu, nelle mie foto, risulti bianchissimo, la risposta è che a quello affumicato ho pensato dopo e pure alla rosolatura.
Quindi, in pratica, io ho mangiato cartone. Gnam! proprio.
E no, quella non è la tazza del caffellatte, quella è una tazza grande come la mia testa.

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