la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Di ragù di ceci e strane produzioni inglesi

Che cosa rende dei legumi spappolati un buon ragù? Una lunga cottura e la Marmite.
Sulle foto sorvoliamo ché, diciamocelo, sembra cibo per cani, però il ragù è buono (lo Zingarelli ha detto che si scrive così: mica ero sicura).
È di carne? Ovviamente no.
È bianco o è rosso? Come vi pare.
E che cos’è la Marmite? Vabbè la smetto.
La Marmite, comunque, è un estratto di lievito di birra.
Non ricordo assolutamente se La Luisona abbia già affrontato l’argomento né ho la minima intenzione di verificare, quindi riassumiamo.
Ottenuto dal processo di produzione della birra, questo estratto di lievito è diventato una crema spalmabile che poteva piacere solo agli inglesi che se la sono inventata.
Salatissima, loro la spalmano sul pane e Nigella ci condisce gli spaghetti che biondi bambini coi capelli a scodella mangiano avidamente nelle foto sui suoi libri.
Io ho provato a mangiare pane e Marmite e non ve lo consiglio; ci ho fatto gli spaghetti e devo dire che non sono male: per un consumo rigorosamente privato, lontano dallo sguardo giudicante della società.
L’internet e lo stesso sito del prodotto forniscono moltissimi suggerimenti sull’utilizzo e, se opterete per l’investimento – è venduta a peso d’oro – ne avrete bisogno per non darvi ogni giorno degli imbecilli, quando vi fisserà dalla credenza, aperta e inutilizzata.
“Hate it or love it”, è lo slogan di questa roba marrone, appiccicosissima e salatissima e io, modestamente, la amo. Io riesco a finirla.
Per esempio, se vi incuriosiscono le produzioni vegan-faticose, la Marmite è perfetta come base per il brodo in cui cuocere il seitan – per la cui produzione io vi ho dato una pregevole e fotograficamente inquietante ricetta – ma altri modi ce li faremo venire in mente.
Uno, appunto, è il ragù di verdure.

Poche storie, vi servono le latte, tre, così poi ci potete fare il tiro al bersaglio; tagliarvi coi coperchi e correre al pronto soccorso ché lo so che i richiami per il tetano non li state facendo… manco io.

1 latta di ceci
1 latta di lenticchie
2 latte di pomodori pelati a pezzetti
olio evo
1 cucchiaione di Marmite
200 ml latte
due spicchi d’aglio
3 o 4 foglie d’alloro
una punta di zucchero

Non rinnegherò mai il cibo nella latta: è folle desiderare una zuppa di legumi e poterla mangiare solo il giorno dopo; inconcepibile avere le forze di fare i falafel di lunedì e dover rimandare il tutto al martedì… quando io voglio i legumi apro la latta. Però, ecco, in questo caso, alle due latte di pelati potete sostituire una bottiglia di passata di pomodoro, che è pure meglio.

Quanto allo zucchero, avendo un diabetico domestico non mi mancano mai i pastiglini di dolcificante, quindi io continuo a usarli in cucina ché si dosano assai meglio e per la ricetta ve ne servono due.

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Ragù vegetariano di ceci e lenticchie in bianco e in rosso

Schiacciate l’aglio pensando alla gente che sale in tram mentre voi cercate inutilmente di scendere (io una volta ho rinunciato a tornare a casa e sono andata a farmi una passeggiata all’Esselunga ché scendere alla mia fermata era impresa da titani) e lo soffriggete in poco olio.
Lanciate in padella i legumi scolati e, con qualcosa che non graffi la padella – vi serve un padellone antiaderente – schiacciate pazientemente i ceci in modo che si spacchino.
Quando li avrete schiacciati tutti, il composto avrà preso calore e sapore.
È il momento della Marmite.
Trattandosi di composto viscosissimo, dovrete rimestare i vostri legumi col cucchiaione colmo, in modo che la crema si sciolga e si amalgami al tutto.
Aggiungete il latte mescolando molto bene e lasciate che questo si rapprenda dando consistenza e cremosità al tutto.
Ora potete scegliere se desiderate un ragù bianco oppure rosso.
Molto semplice: assaggiate la vostra preparazione (che sarà buonissima, quindi prego) e, se vi piace, aggiungete altri 200 ml di latte facendo cuocere fino alla densità ideale per i vostri scopi.
Se invece usate il pomodoro, aggiungetelo e fate cuocere per almeno altri venti minuti, meglio mezz’ora, unendo lo zucchero e, soltanto a fine cottura (vale anche nel caso del ragù bianco) le foglie d’alloro spezzate in due.

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Ragù vegetariano di ceci e lenticchie in bianco e in rosso

La Marmite rende inutile l’aggiunta di altro sale, ma nulla vi vieta di avventurarvi sulla strada dell’ipertensione.
È ora di apparecchiare.

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