la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Poca fatica, molto gusto.

Melanzane.

Nel piatto che forse i miei amici preferiscono.

Sono degli stuzzichini che io spaccio anche come secondo vegetariano.

Cattura4

Nascono, tanti anni fa, da una ricetta trovata su una rivista: dei rotolini di melanzane grigliate, condite con poco pesto e conservate sott’olio per mesi.

Io ho ritenuto che si potesse rendere l’idea molto più grassa e immediatamente edibile, altro che sott’olio!

Involtini di melanzane in crosta di pane carasau.

Dosi per 10 pezzi.

Una melanzana medio piccola
100gr pesto fresco
Qualche fettina di caciotta fresca
10 quarti di disco di pane carasau

Io non so in che formato troverete il carasau: nasce in grossi dischi doppi, ma in commercio si trovano sia interi che divisi a mezzaluna, che divisi in quarti e ormai anche in formato rettangolare delle dimensioni di un quaderno.
Quindi dieci quarti o dieci fogli rettangolari o dividete i formati più grandi.

Quanto al pesto, dovete credermi sulla parola quando vi dico che lo so fare: lo faccio quando il basilico cresce tanto da minacciare di invadere la casa, ma alla fine della fiera preferisco alcune marche industriali.

Bagnate i fogli di carasau e lasciate che si ammorbidiscano per qualche minuto poggiati uno sull’altro su un foglio di carta forno.

Tagliate la melanzane a fettine sottili ma non troppo e cuocetele in micro, già affettate, per sei minuti oppure grigliatele appena, in modo che si ammorbidiscano.

Prendete delicatamente un foglio di carasau, adagiateci al centro due o tre fettine di melanzana, conditela con un cucchiaio di pesto e qualche pezzetto di caciotta.

Arrotolate il tutto e formate un pacchettino.

Poggiate tutti i pacchettini su una teglia rivestita di carta forno e cuocete in forno a 250° per una dozzina di minuti o comunque finché il carasau non si colora.

Serviteli caldi, in modo che il Carasau risulti croccantissimo… anche se a me piacciono pure il giorno dopo, freddi e mollicci (e comunque si possono scaldare di nuovo).

Tricks

– La scelta del carasau dipende dal fatto che prima di tutto è buono e poi è facilmente reperibile, per lo meno qui, ovviamente!
Prima usavo la pasta phillo, ma non trovo che sia il massimo cotta al forno e poi è poco saporita, ma la resa, a livello di croccantezza, è ottima.

– Non credo siate scemi come me, che per bagnare il carasau mi procuravo un teglione e lo riempivo d’acqua. Basta molto meno, basta lavare i fogli sotto l’acqua corrente del rubinetto: molta meno acqua sprecata e decisamente più pratico.

– Una volta fatti i pacchettini, potete congelarli e cuocerli quando vi servono, non cambia niente, ma è preferibile farlo se li rivestite di pasta phillo, che ovviamente dovrete comprare fresca e non surgelata per non risurgelarla una seconda volta. Potete anche farla, la pasta phillo, è piuttosto semplice, solo molto noioso.

– Per il formaggio ho indicato la caciotta perché fila ma non caccia troppa acqua e raramente fuoriesce dai pacchetti, che, infatti, non hanno bisogno di essere sigillati in alcun modo. Potete scegliere un qualsiasi formaggio con le stesse caratteristiche.

0
2 Discussions on
“Poca fatica, molto gusto.”
  • Anche qui da me il carasau è facilmente reperibile…pasta fillo neanche a parlarne a meno che non vada in un negozio di cinesi abbastanza lontano..
    Bella la ricetta, da copiare : l’utile e il pratico sono il tuo motto..non è vero??

  • E soprattutto la phillo costa un patrimonio!

    L’utile e pratico ben si accordano col mio desiderio di cucinare continuamente senza però perderci il sonno.

    Mi piace anche togliermi le mie soddisfazioni e fare tuuuutto da zero, per esempio quando invito a cena amici con qualche intolleranza alimentare, e allora non uso altro che materie prime primissime, in modo che possano poi assaggiare tutto.

Leave A Comment

Your email address will not be published.