la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Per rifarmi, una ricetta luuuuuunghissima

Il problema, col blog di cucina, son le foto.
I dolci, quei ruffiani, parlano da soli, sono quasi sempre esteticamente gradevoli e sopravvivono ai miei click maldestri.
Il salato, invece, in foto, nelle mie foto, sembra tutto cibo per cani… e per quanto io conosca dei cani piuttosto svegli e persino dotati di profilo facebook, ho idea che in pochi cucinino.
Questo per giustificare la gran quantità di dolci in questo blog. Oggi, quindi, lancerò un ponte tra dolce e salato: finta pastasfoglia.

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È pure più grassa della pastasfoglia normale, e vi ho detto tutto.

La ricetta l’ho trovata in rete non so dove, e quando l’ho ricercata per indicarne la paternità, non ho più ritrovato lo stesso sito, ma mille con le stesse indicazioni, direi quindi che siano ormai patrimonio della comunità tutta.

Insomma, la ricetta la trovate ovunque, ve la trascrivo qui perché voi siete sicuramente pigri e io ho fatto ben due foto dell’impasto.

Poi, per far finta di essere un blog di cucina utile, vi suggerisco tre (TRE) modi di impiegare la vostra finta pastasfoglia.

Dosi per non lo so.

200gr formaggio spalmabile, quello lì bianco
200gr farina
130gr burro
1 cucchiaio di vino bianco
1 cucchiaino di sale

Lanciate tutto nel robot e impastate con pochi giri di lame, fino a ottenere dei bricioloni.
Raccoglieteli in una palla, avvolgetela nella pellicola e dimenticatela in frigo per una notte, che è meglio (no anzi, che è l’unico modo per farla, se no non sfoglia).

Passato ‘sto tempo infinito, stendete la palla in una forma più o meno rettangolare e ripiegatela in tre parti a portafogli.

Avvolgete ancora nella plastica nel solito Twin Peaks style che ci piace tanto e riponete in frigo per il tempo di una partita a burraco; nuovo giro, stesso lavoro di stendi-piega-avvolgi-frigo-gioco d’azzardo; terzo giro uguale.

A questo punto, mentre la pasta passerà i suoi ultimi quaranta minuti in frigo, decidete che cosa farci e preparate gli ingredienti.

Opzione #1, a prova di scimmia, salatini.

Stendete la pasta in un rettangolo regolare a mezzo centimetro di spessore e tagliatelo in due metà.
Su una disponete abbondante Gouda grattugiato (la dose è a vostra discrezione, io sono per il senza vergogna) e poi copritela con l’altra parte. Sigillate il tutto premendo leggermente col mattarello fino a riavere lo spessore di mezzo centimetro.

Dividete ancora in due la sfoglia e ripetete l’operazione.

A questo punto create i vari stuzzichini ritagliando forme a caso, ovviamente di piccole dimensioni.

Spennellate tutti i pezzi con poco latte poi infornate a 200° e fino a graziosa doratura.

Opzione #2, il prodotto non tipico che è solo sardo, pizzette.

Chiunque, sardo, abbia varcato il mare, avrà certo rilevato l’assenza nel resto del globo terracqueo delle “pizzette sfoglia” e, per quanto esistano delle versioni simili nell’Italia del Sud, continuano a sembrare una nostra NON specificità.
Perché di tipico non hanno niente, eppure…
Lo stesso sardo che ha sfidato i flutti per toccar la terraferma, ha sicuramente pensato pure di esportarle, le pizzette sfoglia, ma com’è come non è, non lo ha fatto mai nessuno.

Veniamo al dunque.

Stendete la vostra sfoglia al solito spessore. Ritagliate un numero pari di dischi di 6cm di diametro e coi ritagli di pasta avanzata (che non manipolerete ulteriormente) ottenete delle strisce larghe poco meno di un centimetro.

Spennellate con acqua il bordo della metà dei dischi e sistemateci sopra le strisce di pasta, anch’esse spennellate con poca acqua.

Disponete al centro di ogni disco poca salsa di pomodoro opportunamente salata, della caciotta fresca e un pizzico di origano.

Richiudete con un secondo disco di pasta forandolo al centro.

Spennellate ogni pizzetta, sia sopra che sotto, con del latte e disponetele su una teglia foderata di carta forno (Ho detto carta forno, niente silicone in questo caso, se no il fondo non esce come mostrato dal mio pollice opponibile.).

Solita cottura a 200° fino a raggiungere un bel colore ambrato.

Opzione #3, millefoglie.

Again: stendete in un rettangolo regolare (rifilate i bordi), ritagliate 24 rettangoli uguali, spennellateli d’acqua e cospargeteli di zucchero a velo.

ne avessi centrato uno

Cuocete in forno a 180° fino a che lo zucchero non sarà ben caramellato.

Preparate una crema pasticcera piuttosto densa con circa 600ml di latte e aromatizzata con scorza di limone.

Quando tutto sarà freddo, sistemate otto biscottoni di sfoglia in una teglia, stendete metà della crema, disponete sopra altri otto biscottoni, altra crema e gli ultimi biscottoni.

Decorate con zucchero a velo o glassa al limone (zucchero a velo stemperato in poche gocce di succo di limone).

Tricks

– NON reimpastate mai i ritagli di pasta sfoglia, manco di quella finta. Sovrapponeteli e stendeteli con delicatezza, sempre dopo un giro di frigorifero.

– Le pizzette sfoglia avrebbero, all’interno, anche capperi e acciughe, ma a me fanno schifo, vedete voi.

– Che ve lo dico a fare: questo blog odia le uova, quindi, al posto della crema pasticcera, io faccio una crema al limone con 50gr di burro, 50gr di farina, 50gr di zucchero a velo, la scorza di un limone e la metà del succo. Il tutto trattato come una besciamella.

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