la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Pane ai semi e radicchio pigro

Tornano le foto brutte, ma sono a esaurimento ché le ho fatte prima di scoprire la questione del bilanciamento del
bianco…

LO SO.

Questa ricetta nasce dalla necessità di finire robe mollate in dispensa da troppo tempo.
Non sono tipo da colazioni sane – o pranzi o merende o cene o spuntini di mezzanotte salutari – ma mi piace questa cosa di
mangiare semi come le cocorite e i semi migliori li vende Lidl; vi ho già detto del mio piacere perverso dello shopping
alla tedesca.
Non c’è alcuna possibilità che io mi ricordi la marca, ma sono quelli nel sacchetto più triste di tutta l’area cerealicola
del supermercato.
Ci sono dentro i fiocchi d’avena, di segale, di mais e di frumento integrale; i semi di lino e girasole, le nocciole e poi
pure l’uva passa, le banane, le pere, le pesche, i datteri, i fichi, le mele e le prugne disidratati… tanta roba e
infatti le confezioni mi pare siano da un chilo.

Comunque sia, non avendo più molto tempo per la colazione, figurarsi quella sana, erano lì che mi guardavano minacciosi e
così ho deciso di farci il pane.

 

Pane ai semi
dosi per sei pagnottelle

480gr semi + un litro d’acqua tiepida
500gr farina
1 bustina di lievito di birra secco
1 cucchiaino di zucchero
2,5 cucchiaini di sale
300 ml acqua
50gr burro morbido

Mi piace pensare di non dovervi spiegare ogni volta la faccenda della lievitazione: voi fate come preferite, io faccio in
tre ore.
Prima di tutto, mettete a bagno i semi: in acqua tiepida per circa venti minuti.
I fiocchi di mais si scioglieranno ma il loro sacrificio non sarà una gran perdita per la causa.
Intanto, però, si reidraterà la frutta, che è quello che ci interessa.

Impastate farina, acqua, sale, zucchero e lievito poi aggiungete il burro e continuate a impastare, scolate e strizzate i
semi e uniteli all’impasto.
Normalmente vi direi di far lievitare prima per un’ora l’impasto senza i semi e poi di aggiungerli, ma sono pigra e non
l’ho fatto quindi non vi raccomando percorsi virtuosi che non ho affrontato.

paneaisemi01.jpg

Dividete tutto in sei pagnottelle e fatele lievitare in teglia fino al raddoppio, sgonfiatele leggermente e aspettate
ancora un’ora poi infornatele alla massima potenza per il solito tempo indefinito per cui andrete a occhio e a naso,
letteralmente.

radicchio9.jpg

Io ho usato il pane come base per bruschette al radicchio e quindi vi regalo anche la mia ricetta del radicchio della
pigrizia che si usa quando vai a far la spesa e la palla viola è irresistibile ma poi torni a casa e non hai mai il tempo
di affrontarla.

Più facile non si poteva.
Vi servono solo una palla di radicchio, 200ml di latte, sale e pepe. E anche un padellone antiaderente.
La palla di radicchio dovrà trasformarsi in una pila di foglie e le foglie in una montagna di pezzetti tagliati
grossolanamente, ecco perché avrete bisogno di un padellone anche se, a fine trattamento, il tutto si ridurrà moltissimo.
Lanciate le foglie nel padellone, salate appena e unite il latte. Fate andare a fuoco medio per venti minuti scarsi
mescolando ogni tanto. Basta, finito, aggiungete il pepe a piacere.
Io normalmente frullo il tutto e ci condisco la pasta aggiungendo del rosmarino fresco e, volendo, la scamorza affumicata. Scolando il latte in eccesso si può usare tout court sulle bruschette, sempre benvenuto il formaggio.

Sono molto fiera del pane ai semi, perché mi ha svuotato la dispensa e, contro ogni aspettativa, si è rivelato assai
buono, un po’ dolce e un po’ no… sano non direi ma si può spacciare come tale e autoconvincersi che…

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