la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

filologicamente corretto

Non è certo avanguardia dire che non amo particolarmente i surrogati di carne e pesce.
Certo, carne e pesce io non li mangio perché non mi sono mai piaciuti, quindi non ho alcun bisogno, per dire, di finti salumi come soluzione di continuità verso la scelta etica… quale scelta etica, poi, che non ho principi!
Ma, per quanto capisca il potere della suggestione, ho visto in rete cose come gli spaghetti alle vongole dove le vongole erano pistacchi! con tutto il guscio! e allora mi sa che si sta un po’ esagerando…
Nella categoria dei surrogati non includo però gli hamburger vegetali.
Gli hamburger sono polpette e le polpette si fanno con qualsiasi cosa e, a memoria, non ho mai visto degli hamburger correre sui prati o vivere costretti in batteria.
Di conseguenza sono favorevolissima a tutti gli esperimenti curiosissimi e geniali fatti in questo senso da vegetariani e, ancor più, da vegani che mi evitano pure le uova.
Hamburger è un formato, pratico per i tegami e per le pagnottelle che lo ospitano ma è anche una parola con una sua dignità.
Perché allora c’è chi quello vegetale lo chiama burger?
Me lo volete dire?
Credete sia una cosa furba levare la carne, ham, dal nome?
Ma quanto è triste tutto ciò?
Hamburger viene, lo garantisce il Devoto Oli, da Hamburger steak, bistecca di Amburgo.

Hamburger Amburgo, burger Burgo…
vabbe’ la smetto

Insomma HAMburger di verdure, la ricetta definitiva, dopo anni di pesantissimi e secchissimi tentativi.

Dosi per 4 pezzi

2 carote
2 zucchine grosse
1 mela
cipolla secca
curcuma
pan grattato
salsa di soia
olio evo
latte

Le carote le fate al vapore o, come me, le lanciate nel microonde in apposito contenitore per sei o sette minuti.

La mela la grattate.

Le zucchine le tagliate a dadini, le fate cuocere con un goccio d’olio e un pizzico di sale in tegame coperto, a fuoco vivace.
Basterà una decina di minuti. Scoperchiate, aggiungete mezzo cucchiaio di curcuma, un cucchiaio di cipolla secca e mezzo bicchiere d’acqua. Lasciate cuocere finché il tutto non risulterà asciutto.

Schiacciate le carote col passaverdura poi fate lo stesso con le zucchine riunendo nel composto ottenuto anche tutto ciò che è stato trattenuto dalle maglie dell’attrezzo.
Unite la mela, due cucchiai di salsa di soia e quanto pangrattato basta perché il composto risulti lavorabile.

Dimenticate tutto per un’ora o anche meno.

Aggiungete mezzo bicchiere scarso di latte, un cucchiaio d’olio e dimenticate per un’altra ora.

Formate gli hamburger e cuoceteli su una piastra rovente il tempo necessario perché si formi una bella crosta.

Ma che cos’è l’hamburger senza la sua pagnottella?

La pagnottella non è vegetariana, anzi muoiono dei maiali io ve lo dico, però è buona e se proprio se proprio, sostituite con l’olio d’oliva. (Presto bilancerò con una ricetta tuuuuutta vegana buona assai)

Pane di patate

250 gr di farina
250 gr di patate bollite
30 gr di strutto
un bicchiere d’acqua
lievito di birra
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero

Schiacciate le patate quando sono ancora calde, unite lo strutto in modo che si sciolga e poi tutti gli ingredienti tranne l’acqua che aggiungerete poco alla volta e se necessario.

Fate lievitare fino al raddoppio, stendete l’impasto a due centimetri e ritagliate le pagnottelle del diametro che preferite.

Cuocetele in forno preriscaldato a 250°, poi fatele raffreddare dentro una busta di carta posta dentro una di plastica.

Ma che cos’è l’hamburger nella sua pagnottella senza salse?

Fate un chutney soffriggendo una cipolla tritata in un goccio d’olio e unendo due pomodori a pezzetti, un cucchiaio di zucchero, mezzo bicchiere d’aceto di mele e mezzo d’acqua, sale, zenzero e peperoncino. Lasciate cuocere finché il tutto non risulterà asciutto e lasciate raffreddare.

Unite poi un cucchiaino di extra vergine, un pizzico di sale e dell’erba cipollina a un vasetto di yogurt bianco per l’altro condimento.

Ma che cos’è l’hamburger nella sua pagnottella con le sue salse senza un contorno croccantello?

Prendete due grossi pomodori verdi, tagliateli a fette spesse, impanateli in un misto di pangrattato e farina e friggeteli in una padella velata d’olio finché non faranno una bella crosticina. Salateli al momento di servire, quindi subito ché il fritto è buono caldo.

Tricks

Non ho suggerimenti particolari ma posso ricordarvi di non usare un robot per schiacciare le patate ché se no fate la colla e di non toccare la curcuma con le dita ché vi vengono le mani di un Simpson a caso… nel senso che vi diventano gialle, non che vi ritrovate con quattro dita anzi che cinque.

Pubblicità
L’ho già detto che il blog sta anche su facebook? Lo dico ora e lo si trova qui: https://www.facebook.com/laluisonaelamadeleine

0

Leave A Comment

Your email address will not be published.