la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

… e la Madeleine

Perché se credete che io non abbia letto Proust avete ragione.

La Recherche sta lì, sul mio comodino, in un’edizione straeconomica dalle pagine di carta velina alta abbastanza da impedirmi di vedere la radiosveglia.
Con Proust non vedo l’ora.

Ma alla Madeleine ci sono arrivata ché, per fortuna, sta nel primo libro, Dalla parte di Swann, alla pagina 37 della mia edizione scrausa.

Non sto a copiarvi il passaggio ché è mezza pagina trasparente e lo trovate ovunque e non sto nemmeno a darvi la ricetta delle Madeleine perché pure quella la trovate in ogni dove.
Ma avrete la ricetta di, e cito, “uno di quei dolci corti e paffuti […] che sembrano modellati nella valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo”.

Che vuol dire che ho preso la ricetta delle Madeleine di Pierre Hermé, ci ho tolto le uova e ho fatto un altro dolce buono assai con la stessa forma.

Quindi vi serve la teglia adatta, possibilmente in silicone.
Ovviamente potete usare anche uno stampo da muffin velando il fondo di ogni vaschetta ma la forma delle Madeleine, quella delle conchiglie di San Giacomo, che poi son le capesante, fa davvero una gran figura.

E ci fate i regali di Natale. Anzi, adesso vi metto un’etichetta per i dolcetti belli da regalare.

Per i miei dolcetti di Saint Jacques

100 gr di farina
100 gr di burro fuso
110 gr di zucchero a velo
100 gr d’acqua
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
vaniglia, scorza di limone e una punta d’aroma di mandorla amara

Mischiate burro fuso e acqua (non che la soluzione sia possibile, ma metteteli comunque insieme) e aggiungete lo zucchero, la vaniglia, la scorza di limone e l’aroma di mandorla.
Unite la farina e il lievito mescolando con un frullatore alla massima potenza per qualche minuto.

Fate riposare l’impasto in frigorifero per una notte.

A tempo debito, scaldate il forno a 220° porzionate l’impasto nello stampo (un cucchiaino raso nelle formine piccole e un mezzo cucchiaio abbondante in quelle medie) e infornate i dolcetti, abbassando la temperatura a 180° dopo pochi minuti.

Cuocete fino a doratura del biscotto.
Levate dal forno e lasciate raffreddare e solidificare in teglia per poi staccare agilmente i dolcetti che farete riposare su una gratella per una mezzora.

Proust le ha consumate una volta col tè e ha preso a farsi domande su domande concludendo che “il ricercatore è al tempo stesso il paese oscuro dove deve cercare e dove tutto il suo bagaglio non gli servirà a nulla…” quindi, secondo me, è meglio gustarle col caffè.

Tricks
– Esistono almeno due formati per le Madeleine: piccolo e medio. La cottura di quelle piccole è molto rapida e risulteranno inevitabilmente più asciutte e croccanti. Con quelle medie si può salvaguardare una certa morbidezza all’interno del dolcetto.
Io apprezzo entrambe le consistenze quindi valutatelo nel momento in cui acquisterete la teglia.

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