la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

“Come l’acqua per il cioccolato”… a me non frega niente.

Sulla strada della vita felice, ovvero quella senza la puzza di uova (scusa uccello Kiwi, io non voglio che ti estingua, tu continua a farle!), ecco un altro dolcetto egg-free che funziona.

Nasce come torta, muore come cupcake, yeah!
E, rabbrividite pasticceri, vede in mille modi l’uso di acqua e cioccolato insieme: anarchy in the kitchen!

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Cupcake di Devil’s food cake.
Dal volume “Kitchen, recipes from the heart of the home” di Nigella Lawson, con le opportune modifiche da me apportate.

Dosi per 12 tortine (che si ridurranno a circa sei integre e sei a pezzi se non imburrate lo stampo come si deve)

50gr cacao amaro
100gr zucchero muscovado
250ml acqua bollente
125gr burro morbido
150gr zucchero semolato
225gr farina
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato
vaniglia
3 cucchiai di fecola di patate sciolti in due cucchiai d’acqua tiepida (2 uova nella ricetta originale)


130 gr cioccolato bianco
un cucchiaio abbondante di latte
due cucchiai di liquore Amaretto


Poco cioccolato fondente e una grattugia

Accendete il forno a 180° (va bene ventilato)

Fate bollire l’acqua e versateci dentro lo zucchero muscovado (non muore nessuno se mettete quello semplice di canna, ma il muscovado è innegabilmente più aromatico) e il cacao. Tenete da parte.

In una ciotola bella larga, lavorate a pomata il burro e lo zucchero semolato.
Aggiungete la vaniglia e poi la cremina realizzata con fecola e acqua (per gli scriteriati: le uova).

Unite quindi la farina setacciata insieme a lievito e bicarbonato.

Versate pian piano l’acqua cioccolatosa e il miracolo dell’impasto marronissimo e buonissimo si compirà.

Porzionatelo in 12 stampini da muffin mooooolto imburrati e infarinati o impirottinati!

Infornate per 25 minuti scarsi, fate la prova stecchino e tirate fuori.

Lasciate sfreddare per una decina di minuti su una gratella e poi sformate i dolcetti.

Intanto, in una ciotolina, mettete il cioccolato bianco e il latte e fate sciogliere in micro o a bagnomaria per un minuto circa, aggiungete l’amaretto creando una bella crema densa e profumata.

Tuffateci di testa una tortina! Tiratela su e grattateci subito sopra qualche scaglia di cioccolato fondente e proseguite con la prossima.

Buoni e per niente leggeri, proprio come piace a me… e volendo son vegani perché io il burro non lo avevo e ho usato la margarina e, per coerenza, ho sciolto il cioccolato bianco con l’acqua anzi che col latte e la resa è stata ottima.

Con la stessa base, su teglia da torta, si ottiene la devil’s food cake che andrebbe farcita e ricoperta con un frosting al cioccolato.
Nigella, e io altrettanto, consiglia di cuocere la torta in due dischi separati anzi che uno solo da tagliare a strati: risulta decisamente più pratico.
Io con queste dosi faccio tre dischi che poi monto insieme. Non ho mai avuto il coraggio di ricoprire l’intero dolce col frosting, le cui stesse dosi mi sembrano parecchio impegnative; in genere cospargo la torta di zucchero a velo e la farcisco con la marmellata di prugne.

Ma non vi lascerei mai senza una ricetta che possa essere un colpo di grazia per la vostra salute.

Il Frosting di distruzione di massa di Nigella

125ml acqua
30gr zucchero muscovado
175gr burro a pezzetti
300gr cioccolato fondente 70% tagliato finemente

Fate sciogliere lo zucchero e il burro con l’acqua e quando bolle levate dal fuoco e unite il cioccolato.
Sbattete finché diventa cremoso e lucido, spalmatelo un po’ ovunque… unabbbomba!

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2 Discussions on
““Come l’acqua per il cioccolato”… a me non frega niente.”
  • Stavolta non hai aperto il forno a metà cottura come citavi in un post precedente e ti sono venuti benissimo..
    Concordo con quello che affermi circa i libri di cucina in varie cose: a volte sono imprecisi, non mettono la temperatura del forno,mancano alcuni ingredienti ed imprecisioni a cui ovvio con la mia esperienza….
    A volte pure mi sembra che di stila le ricette che vanno poi in stampa non sappia molto di cucina per cui il lavoro di estensione della ricetta sembra fatto a quattro mani.
    Anche a me piacciono poco i pirottini di carta forno, pur comodi, perchè parte del dolce vi rimane attaccato e non si può certo imburrarli..
    Rispondo ora alla domanda che si riferiva al libro da cui avevo tratto i biscotti alle carote ( non l’ho fatto prima perchè la connessione era latente).
    Il libro i questione è:”500 ricette con le verdure” di Emilia Valli, Ed. New Compton.
    Non ti so dire se le ricette sono valide, non le ancora sperimentate e per quella che concerne i biscotti l’avevo modificata.
    Un bacione e buona giornata

  • Per me, il libro vegano con l’uovo nella lista degli ingredienti di una ricetta è stato il massimo!
    Ma sospetto che qualcuno volesse giocare un brutto tiro all’autrice!

    Quello che mi scoccia è la spesa che si sostiene per quei libri e, ancor più, l’idea di non poterli comprare con leggerezza, non potendoli mica leggere tutti in libreria!

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