la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Cibo finto su piatto finto

Questo non è quello che sembra, ma ammetto che voleva sembrarlo.
L’ho già detto: sono cotraria al finto cibo. Dove non sono finte le polpette di soia o la cotoletta di seitan perché polpette e cotolette non corrono nei campi, ma sono finti gli spaghetti alle vongole felici se poi le vongole sono pistacchi con il guscio. Quelli si chiamano spaghetti ai pistacchi. I pistacchi non li trovi nella sabbia.
Ridetto questo, veniamo al mio finto piatto. E alle scuse del caso.
Genetica vuole che io sia parzialmente fabica, che vuol dire tutto o niente ma nel dubbio uno ci sta attento. Non è un grande problema dato che le fave le ho incontrate pochissime volte nella mia precedente vita di favismo inconsapevole; l’ultima volta, però, ben sapevo. Erano fresche, verdi come solo loro sanno, e condite appena. Due le ho mangiate e sono qui per raccontarlo. Non fatelo a casa.
Così mi son chiesta: che cosa mi piace e somiglia alle fave, con quel verde lì che solo loro?
Edamame.

BeFunky_20150308_110553.jpg

Fagioli di soia in baccello, quelli che trovate al ristorante asiatico e che, probabilmente, avete tentato di mangiare con tutta la buccia, la prima volta… ditemi che non sono la sola.
Ecco quelli.
Adesso vi faccio rabbrividire.
Io freschi non saprei dove trovarli, così ho preso quelli surgelati, li ho lasciati una notte a temperatura ambiente e poi li ho saltati direttamente in padella.
Adesso vi faccio rabbrividire ancora di più.
La carne non mi piace ma ogni tanto, quando è molto croccante, non disdegno la pancetta affumicata. Ma, dato che mi piace una volta su dieci e che vivendo da sola quello che cucino poi me lo devo mangiare io, ho pensato che non fosse il caso di sperimentare col maiale rischiando poi di buttare tutto.
Affumicato è buono tutto, persino il tofu, che di norma sa solo di cartone bagnato, e così quello ho scelto.

Illusione ottica verde

BeFunky_20150308_122949.jpg

trattandosi di contorno, e tutto di soia, dosi per 4 ma anche 6

400gr edamame puliti
100gr tofu affumicato
Mezza cipolla
Pepe
Sale
Olio evo
Mezzo bicchiere di spumante brut
Papadum da friggere

Tritate la cipolla e soffriggetela lentamente e delicatamente in olio evo finché non è dorata. Aggiungete il tofu a dadini e poi gli edamame. Salate il tutto. Basteranno dieci minuti. Unite lo spumante – finalmente ho dato un senso a quello ricevuto dall’azienda a Natale; seguiranno ulteriori ricette col resto della bottiglia ché la devo finire – e aspettate che l’alcol sia evaporato.
Aggiustate di pepe e godetevi il fiero finto pasto.

20150308_1228272

Già che c’ero ho servito il tutto sui papadum che sono una droga che Jamie Oliver ha reso legale quando mi ha fatto sapere che non serve friggerli e basta avere un microonde.
Pigliate il vostro papadum, lo mettete sul piatto rotante e date la massima potenza per un minuto circa, se è poco aspettate ancora un po’ se è troppo smettete di fissarlo e aprite il forno.
Per i non avvezzi, per papadum intendiamo i dischi indiani di farina di lenticchie: tra le migliori produzioni dell’India insieme a Shahrukh Khan.

shahrukh87789411

Gnam!

4
3 Discussions on
“Cibo finto su piatto finto”
  • Come mai una persona che ha fatto un indirizzo di studio artistico considera finti gli spaghetti alle vongole felici? Sarebbero finti se si presentasse un piatto di spaghetti ai pistacchi chiamandolo spaghetti alle vongole, ma chiamarlo alle “vongole felici” significa introdurre una deformazione e creare un qualcosa di nuovo a partire da un classico. Si tratta di trasgressione creativa della tradizione, e cioè nascita di un nuovo piatto che cita il modello superato.
    Inoltre come aveva intuito Proust con le sue madeleines noi mangiamo con la memoria come accertato dalle più recenti ricerche neurologiche, per cui non sono solo scherzi questi piatti di finzione, servono a nutrire la memoria dei vegani che sono nati in una tradizione onnivora.
    Comunque ti consiglio di provarle le vongole felici prima di considerarle un piatto finto… a casa mia le hanno provate già centinaia di persone, veg e non veg, e non ne ho ancora incontrato uno che le abbia rifiutate perché finte…
    http://www.cucinaecozoica.com/cucina-ecozoica/spaghetti-alle-vongole-felici.php

    • Ciao,
      presumendo non ti sia sfuggita l’ironia dell’intero blog né il fatto che la stessa mia ricetta abbia “finto” come parola chiave di tutto e che, mio malgrado, gli edamame sono qui la mia madeleine, capisci bene che riscrivi in pratica quel che dico io.
      Poi cito:
      “Dove non sono finte le polpette di soia o la cotoletta di seitan perché polpette e cotolette non corrono nei campi, ma sono finti gli spaghetti alle vongole felici se poi le vongole sono pistacchi con il guscio. Quelli si chiamano spaghetti ai pistacchi.”
      Significante e significato hanno un valore: io sono sicurissima della bontà del piatto, dimmi tu che cosa non è buono se ha i pistacchi! Rimane però una ricetta che esteticamente ne imita un’altra, e il nome lo conferma, quindi è un piatto finto, esattamente come il mio. “Introdurre una deformazione” lascia abbastanza il tempo che trova.
      Se avessi voluto fare delle critiche, e me ne guardo bene perché è un ambito in cui non ha ragione nessuno, le avrei fatte sull’universo di giudizi di valore sottintesi da quel “felici” e ora nel commento da “modello superato”. Invece no, non mi interessa, purché gli spaghetti, ai pistacchi, siano effettivamente buoni.

      • Sono sicura della tua buona fede e ironia, anche se non conosco il tuo blog, però non ho capito perché le polpette e le cotolette di seitan non sarebbero finte… invece le vongole felici sì. Le polpette non corrono su un prato ma ci corre il maialetto o il vitello o il cavallo con il quale sono fatte… Per me sono tutti piatti di finzione, ma in certi casi come quello delle vongole felici sarebbe il caso di parlare di re-invenzione, perché la finzione come l’ironia deforma e ci fa vedere con altri occhi la realtà abituale. Per cui le vongole felici ci fanno scoprire la sofferenza di un animale che non è nemmeno considerato tale nell’immaginario collettivo. O ci fanno anche capire che prima di finire nel piatto certe creature vanno uccise in qualche modo, da qualcun altro e non da noi, ma sempre il fatto va compiuto. Questo piatto ce ne fa prendere coscienza. Ci fa anche prendere coscienza del tipo di pesca invasiva che viene fatta per portarle nel nostro piatto, che ha contribuito alla desertificazione del nostro mare Adriatico.
        E’ un’ironia benefica, che propone anche il rimedio al problema. Lasciamo in pace gli animaletti a casa loro (che poi avranno i loro problemi lo stesso e magari non saranno pienamente felici ma almeno avranno la chance di restare vivi), e noi ci gustiamo un’alternativa valida, un altro piatto ormai molto diffuso non solo nel mondo dei mangiatori vegetali.
        Insomma, a me è sembrato che qui le vongole felici siano citate un po’ a sproposito, anche se per molti potrebbero svolgere una funzione madeleine proustiana e quindi in questo senso sì assomigliano al tuo edamame.
        Le vongole felici però non si limitano a questa funzione individuale, vanno a incidere sul collettivo e risparmiano concretamente vite animali. Tutto sono tranne che finte a parer mio, paradossalmente è un piatto più vero del suo modello onnivoro, che spero prima o poi sia definitivamente superato, come abbiamo abbandonato lo schiavismo e altre pratiche non più in linea con la nostra evoluzione fisica e morale.

        Io l’edamame non l’ho ancora mai assaggiato, se mi dovessero capitare farò riferimento alla tua ricetta, ma senza tofu, che la soia non mi piace. E senza microonde, che non uso.

        Sulla presunta bontà universale dei pistacchi non concordo, io per esempio detesto il gelato con questo ingrediente!

        Comunque ti consiglio di assaggiare gli spaghetti alle vongole felici! e grazie degli spunti di riflessione.

        Ciao
        MaVi

Leave A Comment

Your email address will not be published.