la Luisona e la Madeleine

Un blog di cucina coerente

Che mi sono scoperta complottista più di un grillino

Ieri in Feltrinelli ho comprato un libro di cucina.
Ho già detto di non amare le pubblicazioni italiane ma ho voluto correre il rischio.
L’autore, Hugh Fearnley-Whittingstall, conduce il programma River Cottage alla TV inglese e ha pubblicato vari volumi sulla carne e sul pesce, io ho acquistato quello sulle verdure.

Ho grandi aspettative sui contenuti ma odio già il titolo italiano.

Vegetariano gourmand

Titolo originale: River Cottage Veg everyday!

Bene, entro in modalità complottista.
Se io chiamo un libro Tutti i giorni veg, succede che quel libro sia una dichiarazione di intenti; il più banale quello di dimostrare, con duecento ricette a supporto, che si potrebbe mangiare vegetariano ogni giorno.

Se io chiamo lo stesso libro Vegetariano gourmand significa che non bastano duecento ricette a supporto per dimostrare che mangiare erba sia gradevole; bensì tocca proprio dirlo nel titolo che lui, lo chef, trae grande piacere dalle sue ricette vegetariane.

Insomma: Tutti i giorni veg è minaccioso e subito fa rizzare il pelo sulla schiena a chi odia i vegetariani. Vegetariano gourmand è la storia rassicurante, per ricette, di uno che parla per sé.

L’introduzione, invece, chiarisce la volontà del libro di essere un prodotto per tutti e lo fa con una captatio benevolentiae rivolta a chiunque, ché se scrivi un libro di cucina vegetariana dopo svariati di cucina onnivora, gli hater pioveranno da ogni direzione e credo.

Fine della modalità complottista.

Bilanciamo col notizione: apprendo da Dissapore che Bonci, Gabriele, dà una svolta vegetariana a Pizzarium.
Dubito sia una cosa permanente ma pare che dopo il luglio vegetariano, tocchi all’agosto vegano e poi chissà che ciò non influenzi il resto del calendario dell’Olimpo della pizza romana.

Accadrà che vegani fanatici e poco ragionevoli strumentalizzeranno la notizia, facendo di Boncione un proprio baluardo e questo rovinerà la bellezza della novità di Pizzarium.

Quale bellezza?
Quella di un semidio come Bonci (fa una pizza talmente buona che le apparizioni dalla Clerici gliele perdoniamo) che mette a disposizione i propri doni olimpici per creare capolavori che non facciano rimpiangere la carne.
Si può fare.
In maniera pacifica e in perfetta convivenza con l’universo onnivoro.
Si può fare.

Trovo la svolta bonciana avvicinabile ad alcune parole dell’introduzione del libro di Hugh Fiorifruttaecittà.

«I vegetariani non sono particolarmente considerati dal mercato dei libri di cucina: in effetti, l’obiettivo della letteratura sembra essere quello di sostituire la carne, mente per porre l’accento sulle verdure dovrebbe essere sufficiente ignorare la carne.
Solo in questo modo potremo apprezzare la straordinaria varietà di verdure di stagione, preparandole in modi nuovi e interessanti. Per quanto riconosca il valore alimentare e il potenziale culinario di legumi e cereali, ho poco tempo da dedicare a creare salsicce vegetariane e costolette di noci…»

Torno al blog sempre più convinta che l’unica necessità sia cucinare del cibo dignitoso, facciamo pure buono e buonissimo, che sia a base di carne e pesce o di verdure.
Io mi intendo solo di cibo, per così dire, vegetariano e mi piace l’idea di farne conoscere la varietà e le possibilità.
E però in queste possibilità bisogna credere e non aver paura di chiamare un libro Tutti i giorni veg… altrimenti tanto valeva chiamarlo Il miglio verde, no?

Vabbè ma la volete una ricetta?

Ricetta adatta al post, ricetta ponte per dialogare felicemente con gli onnivori e mangiare tanto.
C’è del seitan, io ve lo dico.
E vi dico anche che per me il seitan non è carne o un suo sostituto (sono viziata, mica vegetariana: se volessi la carne mangerei la carne), il seitan è una spugnetta dell’Avon ben presentata… quando ben presentata, appunto.

Ce l’avete voi il Cannonau? Si dialoga sempre col Cannonau.

Seitan brasato al Cannonau.

Il seitan è gommoso, ma c’è rimedio.
Il Cannonau distende gli animi e distende il seitan.

300gr seitan (qui la ricetta, altrimenti quella è la porta: andare al supermercato)
una cipolla
due pomodori secchi
olio e.v.o.
zucchero
una bottiglia di Cannonau
molte foglie d’alloro

Tritate la cipolla e i pomodori secchi e soffriggeteli in olio sufficiente a velare il fondo di un tegame molto largo.
Aggiungete l’alloro e rosolateci per qualche minuto il seitan tagliato a straccetti avendo cura che non si attacchi.

Versate il vino. Lasciate cuocere a fuoco basso finché il vino non si sarà ristretto risultando cremoso, roba di un’ora, siete avvisati.

Non appena il vino inizierà ad addensarsi, aggiungete un cucchiaio di zucchero per smorzarne l’acidità

e trovatevi qualcosa da fare in attesa che finisca la cottura.

Facile, luuuuungo ma facile.

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